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Sandro Botticelli: il pittore della Venere

Sandro Botticelli

Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (conosciuto come Sandro Botticelli) nacque a Firenze nel 1445 (1510 Firenze morì); il padre era conciatore di pelli e manteneva la famiglia con il lavoro nella sua bottega. Probabilmente fu un bambino di salute cagionevole che prediligeva la lettura ai giochi all’aria aperta. Ricevette una prima educazione nella bottega del fratello orafo, presumibilmente, e in seguito fu apprendista nella bottega del pittore Filippo Lippi dal 1464 al 1467. Lavorò con esso a Prato, e risalgono a quel periodo molte Madonne ad esso attribuite, oggi ospiti dei maggiori musei del mondo. Dal 1468 andò a bottega da Andrea del Verrocchio e ricevette influenze anche da Antonio del Pollaiuolo. Nel 1470 Sandro aprì la sua bottega e ricevette la prima commissione pubblica. I temi della bellezza e dell’amore erano essenziali nella filosofia neoplatonica che influenzò così profondamente Sandro Botticelli.

Egli esaltò sempre la grazia, eleganza intellettuale e la delicata rappresentazione dei sentimenti. L’intenso lirismo si accompagnava ad un marcato linearismo, il naturalismo in perfetto equilibrio con la ricercatezza delle forme. Il suo stile era diverso dai suoi contemporanei, unico nel panorama fiorentino dell’epoca. La protezione della famiglia dei Medici gli garantì numerose commissioni. Partecipò ad affrescare le pareti della Cappella Sistina a Roma, ma nell’autunno del 1482 tornò a Firenze a causa della morte di suo padre e vi rimase. Accettò nuove commissioni nella sua città e Lorenzo il Magnifico gli affidò diversi incarichi. La Primavera e la Nascita di Venere sono databili agli anni che vanno dal 1477 al 1485 circa. Una crisi mistica dopo l’arrivo in scena del Savonarola e la morte di Lorenzo de’ Medici nel 1492 lo influenzarono profondamente. Ricevette gravi accuse di sodomia, da cui venne scagionato. Nei primi anni del 1500 la sua fama fu offuscata dal già affermato Leonardo a e dal giovane Michelangelo. Morì nel 1510 in solitudine e povertà. Il suo vero erede fu Filippino Lippi, figlio del suo maestro Filippo Lippi.

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