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“Slow looking” la tecnica da apprendere per godersi le opere d’arte

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Specialmente quando il tempo a disposizione non è tantissimo, entrare in un museo e riuscire ad ammirare ogni opera nella maniera giusta, oppure arrivare fino alla fine del tour in maniera concentrata non è semplice, ma grazie alla guida del Tate si possono migliorare notevolmente queste capacità.

Parliamo di una tecnica che nonostante sia semplice risulta essere molto efficace, aiuta a combattere l’ansia che spesso assale le persone che temono di non riuscire a visitare tutto il museo, aiuta a mantenere la giusta concentrazione davanti ad ogni opera d’arte, ecc.

Secondo quanto è emerso da alcuni studi, mediamente le persone si fermano davanti ad un’opera d’arte solo 8 secondi, mentre ci vorrebbero almeno 10 minuti affinché si possa captare tutta l’essenza dell’opera ma, dato che ci vorrebbero troppe ore per passare 12 minuti davanti a ogni scultura, quadro o composizione, il Tate ha creato questa guida (disponibile anche online) che aiuta i visitatori dei musei a godersi le opere in maniera perfetta.

Secondo quanto viene consigliato, il primo passo da fare è di essere selettivi, ovvero di scegliere tra i numerosi capolavori e ritagliarci un po’ di tempo da dedicare a questi ultimi. Generalmente questo processo avviene istintivamente, in quanto tendiamo di soffermarci sempre davanti a ciò che ci attrae di più, quindi basta fermarsi ed essere pronti ad interagire con queste opere, senza fretta, prestando attenzione ad ogni dettaglio: colori, stile, ecc. Lasciandosi andare davanti all’opera che c’interessa si riescono a captare automaticamente le particolarità, quindi non serve sforzarsi, in quanto l’occhio e la mente iniziano a fare delle associazioni in maniera spontanea e si crea un legame quasi immediato con quel che abbiamo di fronte.

In pratica lo “slow looking” significa dedicarsi alle immagini ed agli oggetti presenti nella mostra che si sta visitando, usando la massima pazienza e calma, affinché si crei un contatto con le opere che attraggono l’interesse del visitatore e, anche se spesso al posto del silenzio si crea un rumore di sottofondo, nella guida del Tate viene consigliato di non innervosirsi, in quanto in realtà la rumorosità si aggiunge al processo di osservazione, dato che fa parte del contesto che offre fruizione all’opera e incentiva lo slow looking.

Inoltre, per creare un contatto con l’opera e riuscire a capirla a fondo, nella guida del Tate viene consigliato anche di interagire con gli altri presenti, condividere le emozioni che si percepiscono mentre si osserva il capolavoro in questione e confrontarsi con gli altri visitatori.

In sostanza, mentre si sta visitando un museo, indipendentemente dalle opere che si stanno osservando, onde evitare di perdersi le emozioni che i capolavori ospitati riescono a trasmetterci è consigliabile concentrarsi su quello che attrae la nostra attenzione, senza precipitarsi e senza soffermarsi per forza davanti a tutte le opere per lo stesso tempo, in quanto non ogni opera ci trasmetterà le stesse sensazioni e si rischia solo di perdersi il meglio, ovvero ciò che ci sta interessando di più.

Articolo a cura di: Aurora Caraman.

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