Siamo offline. Lasciate un messaggio, o inviateci una e-mail all'indirizzo info@legendart.it e vi risponderemo al più presto possibile.
Siamo offline. Lasciate un messaggio, o inviateci una e-mail all'indirizzo info@legendart.it e vi risponderemo al più presto possibile.

Piet Mondrian, fondatore del Neoplasticismo

Pubblicato il: comment Commenti: 0 favorite Visualizzazioni: 1227

Nato ad Amersfoort, nei Paesi Bassi, il 7 marzo 1872 e deceduto a New York il 1° febbraio 1944, Piet Mondrian, all’anagrafe Pieter Cornelis Mondriaan, insieme a Theo van Doesburg è il fondatore del Neoplasticismo, movimento conosciuto anche come De Stijl.

Opere geometriche dai colori molto netti sono le caratteristiche che appartenevano a questo artista olandese che rappresentava nei suoi lavori astratti la sua visione della realtà.

I primi passi verso la pittura

Già da giovanissimo mostra la sua inclinazione artistica e subito dopo aver finito gli studi diventa un maestro di disegno molto apprezzato, mentre nel 1892 entra a far parte dell’Accademia delle Belle Arti di Amsterdam. Attratto ed influenzato inizialmente da Vincent van Gogh e dalla sua tecnica lontana dai dogmi accademici, Piet Mondrian inizia la sua carriera artistica preferendo la pittura “en plein air”, rappresentando la natura, portando avanti questa preferenza persino quando inizia ad avvicinarsi all’Astrattismo.

Il trasferimento a Parigi e le nuove preferenze pittoriche

Ormai quarantenne, nel 1911 Piet Mondrian si trasferisce a Parigi, dove rimane affascinato dalle opere di Cézanne, mentre l’anno successivo inizia ad avvicinarsi al cubismo. Da questo punto in poi il pittore si firmerà come Mondrian invece di Mondriaan, rinunciando in un certo senso sia alle sue origini olandesi che alla sua formazione precedente.

È in seguito che l’artista inizia a porre l’attenzione alla decostruzione geometrica, anche se è la struttura formale del cubismo ad attirare la sua attenzione, quindi inizia a segmentare rigorosamente ogni tratto lineare in forme che prendono la via dell’Astrattismo, creando opere sempre meno materiche, composte da colori puri stesi in maniera più omogenea e preferendo come soggetti i tetti e le facciate degli edifici parigini agli alberi ed agli altri soggetti presi in considerazione precedentemente.

Il ritorno in patria

Iniziato il conflitto mondiale, Piet Mondrian è costretto a rientrare in patria, dove incontra Theo van Doesburg e con il quale fonda la rivista De Stijl (nel 1917). In questo periodico inizia a pubblicare le sue idee che mirano a fondare un nuovo linguaggio figurativo, quindi nel 1920 nasce il Neoplasticismo. La forma prescelta per la sua espressione artistica diventa il rettangolo, in quanto totalmente assente di ambiguità della curva, inoltre iniziano a predominare le linee rette che s’incontrano e si equilibrano negli angoli.

Il rosso, blu e giallo sono i colori più utilizzati che si alternano ai non colori come il grigio ed il nero in uno straordinario gioco di piani ortogonali, che trovano un perfetto equilibrio nella realtà logica, pura ed astratta.

Gli ultimi viaggi, le ulteriori modifiche allo stile pittorico e la morte

Negli anni seguenti Piet Mondrian continua le sue sperimentazioni e queste, insieme a vari eventi lo portano prima a Parigi, poi a Londra ed infine a New York, dove le sue opere subiscono un notevole cambiamento: le righe nere iniziano a scomparire, lasciando spazio sempre di più a quelle rosse, gialle e blu, che danno via a rettangoli più piccoli e ritmati.

È Proprio a New York che Piet Mondrian muore, colto da una polmonite che non gli lascia scampo, ma le sue opere hanno influenzato in seguito numerosi artisti e diversi settori.

Articolo a cura di: Aurora Caraman.

Commenti

Lascia il tuo commento