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Monet vs. Manet

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In Francia, a pochi anni di distanza l'uno dall'altro, nascono due grandi artisti dell'Impressionismo, separati all'anagrafe dallo scarto di una sola vocale: Édouard Manet e Claude Monet. Uniti, però, dalla stessa città in cui hanno visto la luce e che li porterà, varie volte, a intrecciare le loro esistenze. Gli osservatori, se un po' distratti o poco esperti nel campo, li hanno confusi in molte occasioni, anche se in realtà i due intrapresero percorsi diversi nonostante qualche punto in comune.

Manet (1832-1883), si interessa all'arte e alla pittura fin dalla giovane età. I suoi genitori disapprovano la sua passione, ma nonostante ciò egli riesce a studiare presso la Scuola d'Arte di Parigi, dove ha l'opportunità di apprendere le tecniche pittoriche dei vecchi maestri e artisti d'Europa. Manet crea scalpore negli ambienti tradizionalisti, soprattutto con il quadro Colazione sull'erba, che presenta una giovane donna senza veli con accanto due giovani in abiti moderni, seduti in un bosco e raffigurati mentre rivolgono direttamente lo sguardo all'osservatore. L'opera suscita scandalo, non tanto per la donna nuda, ma per il fatto che è rappresentata in quella posizione e con accanto due uomini.

L’artista tenta più volte di esporre ai Salons ufficiali di stato, ma spesso le sue opere vengono rifiutate per il suo modo di dipingere, moderno e sincero, che esprime la sua totale impressione del mondo. Il dipinto La colazione sull'erba, alla fine, viene esposto nel 1863 al Salon des Refusés, creato in quello stesso anno per volere di Napoleone III.

L'artista continua a dipingere, nonostante una paralisi agli arti inferiori, fino alla morte, avvenuta nel 1883.

Monet (1840-1926) inizia principalmente a disegnare caricature e si fa notare da Eugène Boudin, che lo convince a dedicarsi alla pittura di paesaggio. In seguito, l'artista si trasferisce a Giverny, dove trascorre oltre 40 anni della sua vita e utilizza il suo giardino, con le sue piante ed i suoi fiori (in particolare le ninfee: Monet ha realizzato circa duecentocinquanta dipinti con questo soggetto), per realizzare i suoi capolavori in cui raffigura soprattutto paesaggi e scene di vita quotidiana così come si presentano ai suoi occhi. A differenza del collega Manet, è apprezzato dall'opinione pubblica per i contenuti forti e chiari: tuttavia le sue ampie pennellate, applicate con libertà sulla tela, sono considerate frutto di negligenza.

L'importanza storica ha pesato a favore del più giovane, Monet, che tra gli artisti impressionisti, è quello che maggiormente segue le caratteristiche generali del movimento artistico: l'interesse rivolto al colore piuttosto che al disegno; l'attenzione a catturare la luce e le forme naturali nelle opere anziché al valore del soggetto rappresentato; le emozioni che non vanno nascoste o mascherate, rese con pennellate rapide, per creare quell'alternarsi di superfici uniformi e irregolari, che divenne il punto di partenza per le successive ricerche degli impressionisti.

L'artista deve lottare, per tutta la sua vita e carriera, contro la depressione, la malattia e la povertà; a causa di quest'ultima nel 1869 i creditori gli confiscano tutte le tele in suo possesso e non può più dipingere per mancanza di colori.

Muore nel 1926.

Contributo di Katia Fanello - Liceo Artistico Giordano Bruno (Albenga) nell’ambito del programma di Alternanza Scuola–Lavoro. Referente del progetto: prof.ssa Simona Antonietta Damonte.

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