L'Urlo di Munch

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Sono tantissimi i dipinti che hanno avuto un grande successo universale, ma tra quelli in grado di rappresentare perfettamente il dramma esistenziale degli uomini moderni “L’Urlo di Munch” è considerato il migliore.

Realizzato attorno all’anno 1893, il quadro dell’artista Edvard Munch nasce mentre il pittore girava l’Europa e secondo le ipotesi ritenute come le più probabili, nel dipinto il soggetto rappresenta proprio l’artista, ma secondo altri critici, la figura che c’è nel quadro in realtà è stata resa irriconoscibile (non si capisce se si tratta di un uomo oppure di una donna) perché rappresenta l’uomo in generale, l’umanità, con tutte le sue esperienze sin dalla nascita, fino alla morte.

Solitudine, ossessione, disperazione e perdita è ciò che traspare dall’Urlo di Munch, reazione molto istintiva dell’uomo davanti alla paura e al dolore, terrori e sofferenze che ha dentro di lui e che esprime attraverso questo grido.

Linee ondulate presenti nell’intero quadro, colori esagerati e poco realistici che stravolgono la natura circostante e forme innaturali rappresentano l’esperienza avuta da Edvard Munch mentre era insieme ai suoi amici, associato nella realtà ad un attacco di panico subito dall’artista.

Infatti, sin dalla sua nascita, Edvard Munch ha conosciuto la sofferenza, perdendo in tenera età prima la sua adorata mamma, poi sua sorella che amava tanto ed in seguito anche il padre ed il fratello, mentre l’unica sorella rimasta in vita soffriva di una malattia mentale. Il pittore stesso ben presto ha iniziato ad andare incontro a nevrosi varie ed a stati confusionali che lo hanno perseguito fino alla fine dei suoi giorni.

Nei suoi lavori spesso traspare la sofferenza che aveva dentro, i suoi tormenti interiori e la sua lotta continua, ma L’Urlo è la massima espressione dell’artista in cui si vede chiaramente il terrore, la confusione e le emozioni generali dell’artista e non solo. Come diceva egli stesso, il quadro rappresenta tutta la condizione dell’uomo moderno: angoscia, solitudine, incomunicabilità, ecc.

Dipinto in diverse versioni su supporti diversi e con tecniche differenti, L’Urlo di Munch è uno dei primi quadri appartenenti alla corrente espressionista, movimento che conosce e che inizia ad amare durante i suoi viaggi in Francia, dove ha la possibilità di conoscere la pittura di van Gogh e successivamente in Germania dove egli stesso contribuisce alla nascita del movimento espressionista.

Negli anni successivi Munch “migliora” e trasforma la sua arte, andando verso uno stile che prevede linee e colori più accentuate e nei vent’anni successivi per l’artista arriva anche il successo internazionale.

Nel 1916, dopo essere riuscito a vincere almeno in parte le sue battaglie contro le nevrosi che lo accompagnavano da tempo, Edvard Munch decide di tronare definitivamente in Norvegia e si stabilisce nella sua casa di campagna che possedeva ad Ekely, dove vive e lavora fino alla sua morte, nel 1944, in completo isolamento.

L’Urlo di Munch ha un valore di 120 milioni di dollari, uno dei prezzi più alti di sempre tra quelli battuti all’asta (si tratta di una delle quattro versioni, che oggi appartiene ad un privato), mentre è possibile vedere una delle quattro versioni del quadro alla Galleria nazionale di Oslo, dove vengono conservate anche le altre due versioni, anche se non sono esposte al pubblico.

Articolo a cura di: Aurora Caraman.

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