Federico Zandomeneghi, impressionista romantico

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Sicuramente tutti noi conosciamo o abbiamo anche solo sentito parlare degli impressionisti francesi come Monet, Renoir, e così via, ma quasi mai dei loro colleghi italiani.

Federico Zandomeneghi è appunto uno di loro. Nato nel 1841 a Venezia e figlio d’arte poiché sia suo nonno che suo padre erano rinomati scultori, fin da bambino fu attratto dalla pittura. Dopo aver frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, nel 1874 si reca a Parigi dove rimane affascinato dalla corrente impressionista. Qui si stabilisce definitivamente, partecipando a molte delle mostre degli impressionisti e stringendo amicizia con molti di loro; tra questi il suo amico più intimo fu Edgar Degas, dal quale prende spesso ispirazione per le suo opere (entrambi erano interessati allo studio della figura umana, ma Federico si distingue poiché le sue opere hanno un tocco più sentimentale). La particolarità di Zandomeneghi fu l’utilizzo di pastelli a olio, con i quali rendeva ancora più dolci i toni dei suoi dipinti.

Zandomeneghi, nonostante la vicinanza dei temi degli impressionisti come le immagini delle toilette femminili o di Parigi, rivolge il suo interesse più verso il quartiere di Montmartre, la casa per eccellenza degli artisti, musicisti e scrittori anticonvenzionali. Di fatto i soggetti dipinti da lui ricreano l’ambiente in cui viveva quotidianamente.

Grazie poi all’influenza di Pissarro, inizia a realizzare opere en plein air, arricchendo il suo repertorio di vedute di aperta campagna, anche se il soggetto preferito rimane la figura femminile, elegante ma allo stesso tempo molto semplice e quotidiana, dai colori pastello e dalle sfumature dolci, fortemente inspirata ai quadri dell’amico Degas.

Tra questi, il dipinto ad olio Languore, databile 1890 circa, mostra esattamente lo stile di Federico Zandomeneghi. Una giovane donna è ritratta mentre si sistema i capelli, distesa su un telo di color turchese, in forte contrasto col suo incarnato rosa pallido, i capelli rossi e il vestito rosa pesca con decori azzurri tipico dell’epoca (Zandomeneghi lavorò per un certo periodo come illustratore di riviste di moda, quindi dedica particolare attenzione agli indumenti delle modelle). Il viso guarda verso destra e il pallore è interrotto soltanto dal leggero rossore presente sulle guance. Lo stile, a metà tra impressionismo e romanticismo, mostra toni delicati, i contorni sono sfumati e il tutto dona all’opera un senso irreale.

Contributo di Tiziana Stella – Liceo Artistico Giordano Bruno (Albenga) nell’ambito del programma di Alternanza Scuola–Lavoro. Referente del progetto: prof.ssa Simona Antonietta Damonte.

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