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L'Espressionismo astratto

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Tra le correnti artistiche contemporanee spesso si sente parlare di “Espressionismo astratto”, movimento conosciuto anche come “Scuola di New York” e, come si può intuire si tratta di una corrente nata proprio in questa città americana.

Nato durante la Depressione americana, tra i maggiori protagonisti e sostenitori di questo movimento c’è Mark Rothko, pittore, intellettuale, musicista e filosofo, ma la lista degli amanti e sostenitori del genere è lunga, infatti troviamo artisti come Willem de Kooning, Robert Motherwell, Barnett Newmann, Jackson Pollock, ecc.

Precisamente, per Espressionismo astratto si intende la pittura in cui vengono espresse le emozioni, ma anche se questa corrente si rifà parzialmente al Surrealismo e all’Espressionismo, presenta differenze notevoli e dal 1945 si divide in 2 forme artistiche: nell’Action Painting e nel Color Field Painting. L’Espressionismo astratto raggiunge la sua notorietà nel dopoguerra, quando diventa una delle correnti pittoriche più importanti.

Trattandosi di una corrente di pittura astratta, le opere realizzate in questo stile sono caratterizzate dall’individualità di ogni artista, infatti parliamo di una forma pittorica che non presenta forme definite, motivo per cui spesso viene associata allo stile Informale europeo, ma anche in questo caso le differenze sono tante, in quanto si distingue sia perché più libera dalla tradizione che per un “respiro” molto più vasto, caratteristiche dovute al luogo in cui è nato questo movimento.

Ad influenzare la nascita di questa corrente pittorica sono diversi fattori, tra cui la Depressione statunitense, Jung e la sua psicanalisi, i simboli degli indiani nati e vissuti in America ed i loro riti, ma anche le tipiche pitture messicane presenti sui muri.

In sostanza, per gli artisti che si dedicano a questo genere l’arte è proprio nell’azione di dipingere, in questo caso non si vuole rappresentare la realtà a livello intellettuale come accade nel Cubismo e non si cerca nemmeno di rappresentare i sogni o ciò che è legato in generale all’inconscio come accade nel Surrealismo.

A questo punto diventa abbastanza chiaro perché “l’Action Painting”, ovvero la pittura d’azione sia parte di questa corrente artistica. L’atto di dipingere diventa un’urgenza d’azione per l’artista, un atto esistenziale e psicologico necessario.

L’espressionismo astratto conobbe una grande notorietà fino al 1960, ma in seguito perse notevolmente la sua influenza lasciando spazio a nuovi movimenti come quelli della Pop Art e del minimalismo.

Ad ogni modo, l’Espressionismo astratto ha continuato ad avere i propri sostenitori e molti pittori hanno lavorato anche in seguito, creando opere appartenenti a questa linea, anche espandendo ed estendendo implicazioni filosofiche ed estetiche che riguardano le ricerche artistiche di questo genere.

Tra i rappresentanti di questa corrente artistica ricordiamo anche Emilio Scanavino, Arshile Gorky, Cy Twombly, Giovanni Callisto, Joan Mitchell, Philip Guston, Lee Krasner, Hans Hofmann, Morris Louis, Robert Motherwell, William Baziotes, Bradley Walker Tomlin, Conrad Marca-Relli, Ferruccio Bortoluzzi, Helen Frankenthaler, Isamu Noguchi, ecc.

Affascinante e simbolo del pensiero libero, l’Espressionismo astratto ha rappresentato una rivoluzione nel mondo dell’arte e tuttora le opere appartenenti a questa corrente artistica sono molto apprezzate.

Articolo a cura di: Aurora Caraman

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