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Egon Schiele, il pupillo di Gustav Klimt

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Tra i più grandi artisti figurativi appartenenti al periodo dell’inizio del ‘900 c’è Egon Schiele, all’anagrafe Egon Leon Adolf Schiele, nato a Tulln an der Donau il 12 giugno nel 1890 e deceduto a Vienna nel 1918.

Parliamo di un pittore e incisore che insieme a Oskar Kokoschka è stato esponente assoluto del inizio dell’espressionismi viennese. Nonostante la sua vita sia stata molto breve, l’artista ci ha lasciato circa 340 opere e più di 2800 tra disegni ed acquerelli.

I suoi numerosi lavori sono noti in quanto in essi traspare l’introspezione psicologica dell’autore, una grande intensità espressiva ed un modo unico di comunicare il disagio interiore. Sono tanti infatti gli autoritratti e ritratti di donne e uomini nudi e spesso raffigurati in maniera contorta, figure che spesso non sono complete a livello fisico e dove il difficile rapporto dell’artista specialmente con il gentil sesso è palese.

Nel 1906 Egon Schiele entra all’Accademia di belle arti di Vienna, dove si sente oppresso dal pensiero conservatore che gli imponeva di disegnare in maniera classica, infatti inizia a trovare i suoi modelli all’esterno, nella natura, dove applica ai suoi lavori colori luminosi, con una tecnica del tutto antiaccademica, ma ad influenzare particolarmente il percorso dell’artista è stato Gustav Klimt, che il giovane Egon stimava particolarmente in quanto simbolo di modernità e progresso.

Non solo, come lui, anche Klimt amava raffigurare corpi nudi e la sessualità maschile, infatti dopo il primo incontro avvenuto tra i due artisti nel 1907, al Cafè Museum di Vienna tra loro nasce un rapporto di stima reciproco, che sarà molto utile al giovane Egon Schiele.

Grazie proprio a Klimt che gli procura modelle, gli presenta alcuni ricchi mecenati che acquistano le opere di Egon e che lo aiuta a tenere la sua prima mostra, ben presto la fama di Egon Schiele cresce, così come quella delle sue opere che diventano assolutamente espressioniste.

Seguono varie mostre ed un periodo travagliato in cui l’artista finisce persino in prigione, ma ancor una volta, dopo questa brutta esperienza ad aiutarlo è il suo amico Klimt, che gli fa ottenere varie commissioni e che gli consente di sostenersi.

Nel frattempo, nel 1914 scoppia la guerra e anche se viene chiamato alle armi continua a dipingere, mentre nel 1918 dopo aver tenuto diverse mostre importantissime, viene contagiato dall’influenza spagnola, malattia che all’epoca ha provocato la morte di 20 milioni di persone in Europa e che non ha lasciato scampo nemmeno alla moglie di Egon Schiele, l’ultima modella dell’artista, deceduta per aver contratto la stessa malattia mentre era incinta di sei mesi. In pratica Egon è deceduto tre giorni dopo aver perso la sua amata moglie, ovvero il 31 ottobre del 1918, mentre Edith aveva perso la vita il 28 ottobre dello stesso anno.

Donne sicure di sé, nudi taglienti ed asciutti, autoritratti e ritratti che denotano uno spessore psicologico molto forte e coppie abbracciate in maniera particolarmente erotica sono state le figure preferite di questo artista unico, deceduto a soli 28 anni.

Articolo a cura di: Aurora Caraman.

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