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“L’albero della vita” di Gustav Klimt

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 “L’albero della vita” del pittore austriaco Gustav Klimt è senza dubbio una delle opere più amate di questo artista, creata per la residenza dell’industriale Adolphe Stoclet, situata a Bruxelles.

Composto da tre pannelli, al centro è situato “L’Albero” e di lato rispettivamente L’attesa” ed infine “L’Abbraccio”, “L’albero della vita” fu commissionato a Gustav Klimt nel 1905 e per realizzarlo, l’artista ha utilizzato diversi simboli da lui apprezzati: diversi motivi floreali, la donna e la rinascita della vegetazione che avviene grazie al ciclo delle stagioni.

Ad ispirare Gustav Klimt ci sono diverse correnti: l’antica arte egizia, quella dei mosaici bizantini e anche l’arte giapponese, mentre i pannelli posti in successione raccontano una favola, ovvero una giovane donna che attende il suo amato tra i rami dell’albero della vita e che in seguito riesce a ricongiungersi con il suo caro amato, momento rappresentato in un abbraccio passionale.

I contrasti dominano l’intera opera, infatti se da un lato c’è una rappresentazione naturalistica nei volti e nelle braccia dei due innamorati, non si può dire lo stesso delle loro vesti, che appaiono astratte, a delineare l’appartenenza delle opere al “periodo d’oro” dell’artista.

Nel primo pannello, la donna appare adornata con diversi gioielli, mentre i suoi capelli risultano abbastanza innaturali, come per creare un collegamento ben evidente tra viso, mani e spalla, il tutto rivolto verso la stessa direzione del suo sguardo, mentre la testa risulta molto fuori dall’asse rispetto al resto del corpo che, grazie ad un triangolo viene completamente nascosto. Anche in seguito troviamo altri triangoli che danno il senso di continuità, presenti sulla veste della giovane, geometrie addolcite dai piccoli riccioli d’oro dell’albero della vita e dagli occhi stilizzati.

In quanto all’ultimo pannello, da notare che si tratta di un’elaborazione dell’ultima scena dell’opera di Beethoven chiamata “Fregio”, realizzata nel 1902 da Gustav Klimt.

Mentre nel primo pannello la donna appare quasi sospesa e fredda, nel pannello dell’Abbraccio i due innamorati vengono rappresentati in un momento di realizzazione e di pace, decisamente in contrapposizione al pannello dell’Attesa, aspetto che delinea ancor di più la favola rappresentata nel quadro. Non solo, la pace e la passione vengono “descritte” anche attraverso la veste della donna che nell’ultimo pannello ha forme più morbide e contiene disegni che ricordano elementi della natura, decisamente meno forti rispetto a quelli presenti nella prima parte del quadro.

Dando uno sguardo all’intero quadro si denota anche un’altra particolarità, ovvero che le figure umane si riconoscono solo ai pochi elementi anatomici presenti nell’opera, in quanto non è presente tridimensionalità a calcare questo aspetto.

Colori ad acquerello ed a tempera, gessetti, applicazioni varie in argento e oro sono alcuni dei materiali utilizzati da Gustav Klimt nelle sue opere, tutte realizzate con grande cura e d il quadro “L’albero della vita” è uno dei più amati, creati nello stesso periodo del “Bacio” e dell’opera chiamata “Le tre età della donna”, altrettanto famose e che hanno ispirato numerosi artisti contemporanei che hanno riprodotto centinaia di copie e creato opere ispirate ai quadri di Klimt.

Articolo a cura di: Aurora Caraman

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