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  • Alexej von Jawlensky - Testa di donna "Medusa". Stampa su tela
  • Testa di donna "Medusa"
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Alexej von Jawlensky - Testa di donna "Medusa". Stampa su tela

Testa di donna "Medusa"

Rappresentante dell'espressionismo tedesco, affascinato dalle icone sacre, Jawlensky realizza opere con colori molto intensi; qui il viso occupa tutta la tela, che egli isola con un tratto scuro dal suo ambiente circostante; le forme del volto si riducono a qualche pennellata nera molto essenziale, gli occhi a mandorla sono sproporzionati e ci ricordano il potere pietrificante di Medusa.
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Quantità

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P-132

Scheda tecnica

Misure
cm. 60x80
1 - Caratteristiche e proprietà
Telaio in legno di abete con bordi arrotondati da cm. 3,0 di spessore
2 - Caratteristiche e proprietà
Già pronto per essere appeso
3 - Caratteristiche e proprietà
I bordi sono finiti sui lati
4 - Caratteristiche e proprietà
Tela lavabile e resistente ai raggi UV
Note
Prodotto importato
Profondamente insoddisfatto della banale vita artistica nel suo paese d’origine, la Russia, Jawlensky viaggiò molto, alla ricerca di nuove fonti d’ispirazione. Rappresentante dell’espressionismo tedesco rimase, a differenza di altri esponenti della corrente, pressoché sconosciuto in Italia. Ad affascinarlo più di ogni altro, da sempre, era il volto umano, non tanto come espressione inconfondibile di una persona, quanto come archetipo. "Testa di donna" è una visione a due dimensioni di un viso femminile che ci guarda con occhi sgranati, da finta ingenua, mentre i colori intensi accendono ogni lato del suo volto a svelare ingenuità e emozioni. Attirato dalle icone sacre, riporta il simbolismo nell'opera: il volto è astratto, la linea orizzontale dei due occhi e quella verticale del naso formano una croce: simbolo della sofferenza e della potenziale liberazione dell’uomo. Le forme del volto si riducono a qualche pennellata nera molto essenziale, gli occhi a mandorla sono sproporzionati e ci ricordano il potere pietrificante di Medusa, la figura della mitologia greca che vuol dire "protettrice". Il viso femminile è isolato dall'ambiente circostante attraverso l'utilizzo di una linea nera marcata, a contornarle il viso. Il linguaggio di pittura di Jawlensky fu influenzato dalla scoperta dell'arte post-impressionista di Van Gogh, Cezanne e Matisse, che ebbe modo di conoscere durante il suo viaggio in Francia. Grazie a questi modelli egli si orientò verso una modalità espressionista di dipingere: colori forti, puri, con accostamenti azzardati, dalla forte connotazione psichica, stesi in larghe superfici racchiuse all'interno di spesse linee scure che, da semplici contorni, diventano così segni fortemente emotivi, in grado di delineare l'espressione di forze interiori. L’opera originale è conservata presso il Museo delle Belle Arti di Lione, in Francia.